Il monte non ti accoglie.
Ti mette alla prova.
Il sentiero sale senza concessioni. Non è difficile, ma è sincero. Ogni passo chiede presenza. Ogni curva ti ricorda che non sei tu a guidare.
Il paesaggio cambia lentamente.
Gli alberi si diradano, l’aria si fa più sottile, lo sguardo si allarga. Ma non è ancora il momento. Il monte non si concede subito.
Poi arrivi.
Non c’è un punto preciso. Non c’è una linea che segna la fine. Solo spazio. Tanto spazio. E un silenzio che non pesa.
Da qui non guardi il paesaggio.
Ne fai parte.
Le valli si aprono sotto, lontane. Il tempo si allunga. Non c’è fretta di scendere, perché non c’è niente da inseguire.
Il Sellaro non offre spettacolo.
Offre distanza.
Distanza dal rumore, dalle abitudini, da tutto quello che normalmente ti riempie la testa.
Qui resta solo l’essenziale.
E, per un momento, basta.
